Il blog di un emigrante napoletano innamorato del Sud

Trasferirsi all’estero, qualche consiglio utile.

Trasferirsi all’estero, qualche consiglio utile.

Decidere di trasferirsi all’estero, che sia per qualche mese o per sempre, vuol dire andare incontro ad un grande cambiamento. Lasciare il proprio ambiente familiare, la propria città, non è un passo facile ma a volte ci sono motivazioni importanti che possono darci il coraggio di fare anche scelte difficili. Andare via è una di queste e rappresenta per la maggior parte delle persone un salto nel vuoto, è per questo che coraggio e determinazione sono gli elementi essenziali per affrontarlo oltre naturalmente ad un po’ di sana incoscienza.

Iniziare a vivere in una realtà che può rivelarsi molto diversa e dura richiede però molto più di semplice e pura intraprendenza. Trasferirsi all’estero significa infatti dover cominciare molto spesso da zero, sporcarsi le mani e costruire, cercando di ricavare il massimo risultato dallo sforzo. L’approccio è essenziale e l’attitudine può condizionare in modo decisivo l’esperienza che potrà quindi essere più o meno bella. Purtroppo non sempre conviene affidarsi alla fortuna poichè sono tanti i fattori che influiscono su una esperienza così impattante sulla propria vita. Ecco quelli che secondo me sono i passi che possono fare la differenza.

Da turisti ad emigranti

Qualsiasi sia il paese e la città in stiate pensando di trasferirvi bisogna innanzitutto cercare di farsi un’idea di quello a cui si va incontro. Raccogliere informazioni sul posto è importante per potere avere un’idea più realistica possibile della propria destinazione, tenendola però ben distinta dalla dimensione turistica. Bisogna fare attenzione infatti a non confondere l’esperienza di un viaggio di piacere di qualche giorno con l’emigrare. La città che da turisti ci è apparsa la più bella del mondo, può trasformarsi anche in un inferno in cui vivere. Tanti giovani e meno giovani, affascinati da Londra ad esempio sognano di venirci a vivere, salvo poi una volta trasferiti molto spesso scappare in prenda al panico di una vita di stress e paghe misere.

Dimenticate, i monumenti, il centro storico e i tour turistici e pensate piuttosto al costo della vita, alla burocrazia, al mercato del lavoro, alla qualità della vita e la disponibilità di aree residenziali. Questo vi permetterà di valutare qual è il budget di cui avete bisogno, le opportunità per il vostro profilo e le formalità da dover affrontare. Considerate la difficoltà della lingua e gli stili di vita senza tuttavia scoraggiarsi poichè ogni problema ha in sè anche una soluzione.

La forma mentis. Be open.

Dopo un primo periodo di spaesamento del tutto naturale cominceranno ad farsi sempre più chiare le differenze. All’inizio ci si sentirà un po’ come un pesce fuor d’acqua ma mano mano che emergeranno le peculiarità del posto si apprenderà anche come muoversi. E’ una questione di tempo certo ma non solo. Tutto sta a mio parere anche nel modo in cui ci si approccia alla nuova vita e ai costumi del posto. A questo riguardo ho incontrato molto spesso italiani che anche dopo anni, sembrava non avessero la minima considerazione della cultura del Paese che li ospitava e a volte anche un certo disprezzo. Ora, già il nazionalismo per me non ha senso ma fare il nazionalista quando sei emigrante è un controsenso. Emigrare richiede infatti una certa apertura mentale, la capacità di saper comprendere e anche accettare le altre culture, visto oltretutto il fatto di doverci convivere.

Assolutamente non è dovuto rinunciare alla propria identità, ma anzi cercare un arricchimento in quello che il Paese offre cercando di mettere da parte pregiudizi e stereotipi. L’adattarsi ed integrarsi un minimo alle regole formali e informali rientra inoltre nelle aspettative della società che ti ospita. Se questo adattamento viene meno può nascere un problema di comunicabilità non facile da risolvere che può portare anche a solitudine e ad un certo senso di esclusione a cui possono aggiungersi la mancanza di casa e la lontananza. Per questo è sempre consigliato non chiudersi anche se nella realtà integrarsi è più facile a dirsi che a farsi. Un po’ per la diffidenza reciproca, un po’ per i caratteri e molto spesso noi italiani, soprattutto meridionali, finiamo con il cercare nostri conterranei nella speranza di trovare “anime affine”.

Parliamo di economia

Mettiamo che vi troviate benissimo nella vostra nuova città. La gente è gentile e simpatica, siete in sintonia con l’ambiente e avete già tanti amici. Insomma il trauma non c’è stato o l’avete già bello che digerito. Sarei falso però se non affrontassi a questo punto il problema dei problemi: i soldi. Si perchè si può anche essere la persona più flessibile, intraprendente, aperta e socievole del mondo ma come dice il proverbio, senza denare nun se cantano messe. La propria disponibilità finanziaria influenzerà infatti decisamente l’andamento e anche il successo del proprio progetto. Sempre utile farsi un conto delle spese da dover affrontare inizialmente e considerare il necessario per sopravvivere soprattutto nel caso non aveste già un lavoro prima di trasferirvi.

Tener conto delle proprie entrate (effettive e potenziali) e le spese da affrontare è cruciale. Chi ha intenzione di partire deve si essere più ottimista possibile, purtroppo in questo caso l’ottimismo può fare brutti scherzi. Sopravvalutare i propri guadagni o sottovalutare i costi può essere un ostacolo difficile da superare una volta sul posto. Ricordo lo shock che ebbi nel constatatre gli affitti quando arrivai a Londra nonostante su vari forum e siti internet avessi letto di cifre molto più basse. Mi resi conto così a mie spese che non tutti si fanno problemi a vivere in una topaia e “purtroppo” non era il mio caso. Il mio budget dovette cambiare considerevolmente. Fortunatamente le cose migliorarono ma se avessi dovuto continuare in quella situazione avrei probabilmente rinunciato presto.

Insomma spero di aver dato qualche spunto di riflessione che in questi casi sono sempre utili. D’altronde pensarci bene è importante e se questo farà passare la voglia di trasferirsi forse vuol dire che non era questo il proprio destino.


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